lunedì 26 settembre 2016

La figaggine è cosa d'altri tempi. Disquisizioni sulla Milano Fashion Week.

Nel pieno della Milano Fashion Week i social impazziscono, sono pieni di quelli che dovrebbero essere i look più glamour, freschi di sfilata e Street style. Dovrebbero.
La Milano Fashion Week si distingue per l'opulenza e per l'eccentricità, ma non quelle che segnano l'originalità di uno stile personale, no. Opulente ed eccentrico sono due aggettivi che mi servono per descrivere con parole non offensive dei look che fanno obiettivamente cagare. Outfit, prego.
Perché nessuno si vestirebbe, nemmeno a Carnevale, con dei capi così orrendi messi a caso, tipo il pellicciotto arancione sui pinocchietti blu elettrico e delle scarpe da ginnastica glitterate. Perché sì, porca miseria, quello che voi chiamate "pantalone coulotte" è un pinocchietto, che sta male persino alle modelle di due metri, figuriamoci a me che sono alta (bassa) unmetroetantavogliadicrescere.
Però, se vogliamo, quel pinocchietto/coulotte può star tutto sommato bene abbinato in un certo modo, giusto per specificare.

Torniamo a noi, i look che vengono ricordati sono quelli che fanno più cagare e che sono più ridicoli, perché -dobbiamo dirlo- manca l'originalità. Ormai è tutto troppo poco personale e troppo tanto commerciale.

Giustamente vi starete chiedendo chi caizer sia io per criticare grandi icone di stile dei nostri tempi e avete ragione, visto che sono struccata e con una maglia con la scritta "amami" ed un libro che grida "studiami". Avete ragione, ok.

Mi fa rabbia tutto, però, e il perché lo sapete anche voi, mie care fashion amiche. Lo sapete che la moda è altro, che lo stile è altra cosa. Il glamour e l'eleganza profumano di altro, di fiori e stoffe belle. Ecco.
Lo sapete anche voi che lo stile non dipende dai millemila euro dell'ultima borsa di Gucci, non ha nulla a che vedere con le taglie, con i likes e i followers. Lo sapete bene.




Alle fine, se ci fate caso, è sufficiente guardare qualche foto vecchia per renderci conto di quanto il senso di stile si stia completamente annullando, per far posto al più terrificante "purché se ne parli".
Per intenderci, la Loren, la Bardot e la Hepburn, per dire qualche cognome, non avevano bisogno di mettersi il pellicciotto arancione per essere ricordate.
La moda passa e lo stile resta, sì vabbè, Coco Chanel. Sputtanatissimo. C'aveva preso, però.
Erano fighe, famose, popolari, belle, sensuali, originali. E noi qui con i pantaloni a tre quarti e le scarpe da ginnastica glitterate, a cercare di farcele piacere perché - giustamente- si usano.
Lo stile, ci insegnano, deve assecondare la femminilità, accentuarla senza eccedere. Scivola sulle forme, le accarezza.
L'eleganza se ne frega del prezzo, è qualcosa di meno superficiale. Un sentimento vero e proprio, mi sento di dire.





 
 
Lo dobbiamo dire? Diciamolo: la figaggine è cosa d'altri tempi.

lunedì 19 settembre 2016

Inevstire in vestiti e riflessioni serie

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

Italo Calvino, Lezioni americane.


Con la leggerezza nel cuore a cui aspiriamo tutte noi donne, ho aperto questo blog qualche mese fa e non posso che ringraziarvi per il calore, la dolcezza e l'affetto che mi regalate.


Vi aggiorno un po'.
Un paio di settimane fa, convintissima dovesse arrivare un po' di fresco autunnale, ho fatto un pochino di shopping. Un pochininininino.
A noi donne basta un minimo sbalzo termico e subito iniziamo a preparare gli outfit per la stagione successiva e scansate Vanity Fair. Ci basta poco. Siamo pronte a sognare autunni super glamour all'insegna di minidress e biker boot, sapientemente abbinati a borse belle. Nei nostri sogni. Sogni.
E invece no, siamo oneste. Il tempo demmerda ci costringe a capelli orrendi, che nemmeno la nonna della Famiglia Addams .

#capelliorrendi

Noncurante dei capelli agghiaccianti mi sono appropinquata a fare shopping da zia H&M e mi sono data al verde petrolio, con mia madre complice. Che non te la vuoi prendere una gonna in velluto a costine con i bottoncini avanti? Suvvia!



Ve l'avrò detto almeno cinquanta volte che sono ossessionata dalle gonne e dai vestiti, non potevo lasciarla in negozio. No, no, no.

Ma noi donne siamo menti criminali, noi che la sottile linea tra "investiti" e "in vestiti" sappiamo cos'è e quindi investiamo in vestiti, ora abbiamo bisogno delle scarpe. Nuove. Fighe.  Anzi, che ci fanno sentire fighe.
No, non un paio, ben due. Stivali. Due tacchi differenti. Oh, sì!
Riflettevo, uno medio per il giorno ed uno alto per la sera. Ovviamente comodi. Ovviamente non esisteranno mai.

Le proposte.

Tata Italia

Tata Italia

Tata Italia


H&M

Voi che mi consigliate?

Bacioni a tutte, spero questo settembre stia andando per il meglio e i vostri capelli capiscano che la g gravitazionale è cosa seria. No, perché i miei ricci sfidano la forza di gravità, la emmepergi, e si oppongono.
Vi lascio il link di un articolo tutto dedicato alla questione della donna contemporanea e vi invito a riflettere, scherzi a parte.

http://www.huffingtonpost.it/gretchen-kelly/succede-a-tutte-senza-che-ve-ne-rendiate-conto_b_8638320.html?ref=fbpr

Perché, nemmeno tanto in fondo, la situescion della donna occidentale è parecchio critica, diciamo anche che è inquietante e non ci resta che iniettarci un po' di leggerezza nel cuore per scrollarci di dosso un po' di questa acredine.